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3 maggio 2017

Contenziosi e risorse agli sgoccioli, Sas a rischio «Necessario tavolo tecnico per tutelare lavoratori» – da Meridione News

A dichiararlo è Salvo Barone, segretario generale del sindacato Asia, che aggiunge: «È necessario chiudere gli atti transattivi e consentire alla Sas il risparmio di ingenti somme di denaro che potrebbero invece migliorare la condizione dei lavoratori , trasformando ad esempio i part time in full time»

«Centinaia di contenziosi e risorse economiche agli sgoccioli rischiano di mettere ko la SaS, la società consortile nata dalla fusione Multiservizi, Biospshera e Beni culturali spa. I sindacati hanno chiesto a gran voce l’attivazione di un tavolo tecnico-politico, ma la Regione non sembra sensibile in alcun modo alla vicenda». A dichiararlo è Salvo Barone, segretario generale del sindacato Asia, che aggiunge: «È necessario chiudere gli atti transattivi e consentire alla Sas il risparmio di ingenti somme di denaro che potrebbero invece migliorare la condizione dei lavoratori, trasformando ad esempio i part time in full time. Nonostante la Cassazione abbia in più occasioni confermato il trasferimento, il personale che proviene dalle vecchie società si vede costretto a ricorrere alle vie legali per il riconoscimento dell’anzianità di servizio, ad oggi negata per una errata interpretazione dell’articolo 20 della legge regionale 11/2010».

«Un contesto – prosegue Barone – in cui la Regione rincara la dose invitando i vertici societari a procedere per vie legali in ogni grado di giudizio, con la consapevolezza che già altre sentenze uguali hanno condannato l’azienda al pagamento di migliaia di euro. A condividere la nostra preoccupazione anche il presidente della Sas, Sergio Tufano, da noi contattato: ci conferma la volontà di risolvere la questione e l’avvio di un dialogo con la Regione che permetta la realizzazione dell’incontro richiesto. È necessario tutelare questi lavoratori che si trovano, di conseguenza, a sborsare decine di migliaia di euro per pagare gli avvocati. Si tratta soprattutto di ex interinali fuori servizio che devono essere reintegrati e non hanno più risorse per affrontare tali spese».

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